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NATURALMENTE
...per la partecipazione. Claudio Strizzi (strizzic@gmail.com)
 
 
 
 
           
       

Mr.Smith goes to Washington



"Alcuni uomini vedono le cose per quello che sono state e ne spiegano il perchè. Io sogno cose che ancora devono venire e dico, perchè no"
Robert Kennedy

Chiesa "Dives in misericordia"
TOR TRE TESTE (video sotto)




E' stato pubblicato il mio lavoro di stage presso l'APAT - Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i Servizi Tecnici dal titolo:

Dinamiche evolutive dell'assetto ambientale della regione vulcanica dei Colli Albani a sud di Roma: il Bacino del fosso dell'Incastro.

vedi l'INDICE
è possibile scaricare tutto il lavoro collegandosi QUI, mettendo STRIZZI nel campo AUTORE, dare INVIO e in seguito cliccando DOWNLOAD


"Sarebbe bello se gli uomini di potere fossero saggi. Ma quale vero saggio vorrebbe diventare un uomo di potere?"
Claude Chabrol, regista

"Allontanarsi dalla natura significa perdere di vista il senso della vita e della morte, che le stagioni evocano instancabilmente"
Philippe Bouseiller, fotografo

 
19 febbraio 2008

Rutelli candidato sindaco

Finalmente Rutelli ha sciolto la riserva e si candida ad un nuovo mandato da sindaco di Roma.
Sono molto contento di questa scelta e faccio il tifo per lui. Forza France'!!!

Stiamo ascoltando la città
www.rutelliroma.it


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22 novembre 2007

Petizione popolare per il fiume Tevere



"Ripartiamo dal Tevere" è una iniziativa finalizzata alla riqualificazione del fiume Tevere.
 L'associazione Liberinsieme, promototrice del progetto,  organizza una raccolta di firme a sostegno di una petizione da recapitare al Presidente del Senato per chiedere un provvedimento legislativo al riguardo.
In particolare, si chiede un risanamento del Tevere da un punto di vista naturalistico, un potenziamento della navigabilità, una maggiore sicurezza idrica e sociale, uno sviluppo ecosostenibile, il riordino di tutte le competenze e la costituzione di un parco fluviale.
Per tutte le informazioni e per scaricare la petizione
www.ripartiamodaltevere.org


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12 settembre 2006

Luoghi d'arte statali gratis per due giorni

GIORNATE EUROPEE PER IL PATRIMONIO 2006
Il 23 e il 24 settembre 2006 si svolgeranno le Giornate Europee per il Patrimonio 2006, sul tema: "Un patrimonio venuto da lontano". Durante le Giornate tutti i luoghi d'arte statali saranno visitabili
gratuitamente. Sono previste numerose iniziative, fra cui: mostre, visite guidate, visite a restauri in corso o appena terminati, concerti, spettacoli, proiezioni cinematografiche, laboratori didattici per giovani, iniziative per utenti diversamente abili. Il tema scelto: "Un patrimonio venuto da
lontano", risponde all'esigenza, così come le manifestazioni organizzate, di far conoscere il patrimonio italiano nella consapevolezza dell'appartenenza a comuni radici culturali europee. Musei, siti, concerti, spettacoli, laboratori didattici diventeranno per due giorni il luogo di
incontro di tutti i cittadini, con l'auspicio che ciò aiuti innanzitutto la qualità della convivenza e spinga all'impegno comune per la salvaguardia di questo  immenso patrimonio.
(http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/giornate_patrimonio_2006/index.html, 12/09/2006)




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11 settembre 2006

Pensieri sulla Rai

Comunicato di Daniele Capezzone (segretario di Radicali italiani, presidente della Commissione attività produttive della Camera, membro della segreteria della Rosa nel pugno)

Capezzone: dopo il "Manuale Cencelli", diffondo il "protocollo Rai"

Come ulteriore contributo alla conoscenza dei cittadini (e per evitare che tutto si svolga in modo di fatto segreto) e alla loro possibilità di valutare quale sia ancora la presa e il potere dei partiti sulla Rai, ritengo utile rendere noto un modello, un calcolo che -per così dire- è l'equivalente del "Manuale Cencelli" applicato alla Rai.
Potremmo dire: dal "Manuale Cencelli" al "Protocollo Rai". Ecco, quindi, come i partiti di centrodestra e centrosinistra valutano le diverse posizioni di responsabilità all'interno dei Tg e dei Gr Rai. La quadratura del cerchio si ottiene attraverso calcoli precisi e raffinati, che si trasformano in analisi matematiche. Va notato che ormai i leader politici, a cominciare da Prodi e Berlusconi, considerano assai più importante l'apporto dei programmi di rete ed i lunghi dialoghi radiofonici alle brevi e sincopate dichiarazioni ai Tg e ai Gr.
10 punti: Direttore responsabile
9 punti: Condirettore o vice vicario (se il direttore è esterno)
8 punti e mezzo: Condirettore o vice vicario (se il direttore è interno)
8 punti: Inviato di fiducia del Premier
7 punti e mezzo: Caporedattore politico; economia; quirinalista; vaticanista; conduttori tg della sera
7 punti: Vicedirettore dei programmi tra reti e testate (ad es: Unomattina); Vicedirettore dal Parlamento; Capo ufficio di corrispondenza da New York
6 punti e mezzo: Altri vicedirettori; Caporedattore centrale; Capi uffici di corrispondenza da Londra, Parigi e Bruxelles
6 punti: Inviati al seguito dei Presidenti delle Camere
5 punti e mezzo: Inviati di fiducia su Ds, Margherita, Forza Italia, AN; Notisti economici
5 punti: Uffici di corrispondenza da Mosca, Pechino, Madrid e Berlino
4 punti e mezzo: Uffici di corrispondenza da America Latina, Africa, Medio Oriente; Responsabili impaginazione; Caporedattore segr. redazione
4 punti: Caporedattore "speciali"; Inviati di punta; Conduttore edizioni meridiane; Conduttore approfondimenti
3 punti: Giornalisti parlamentari e inviati cultura
2 punti e mezzo: Specialisti CSM, ANM, problemi giustizia
(http://www.radicali.it/view.php?id=69305, 11/09/2006)

Questo comunicato segue un articolo di "Notizie radicali" di pochi giorni fa in cui si presentava un elenco di papabili ad incarichi importanti in Rai (vedi http://www.radicali.it/view.php?id=69296).




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11 settembre 2006

Neutrini in viaggio

Oggi avverrà il lungo viaggio dei neutrini dal Cern in Svizzera all'INFN del Gran Sasso. Un importante esperimento scientifico alla scoperta del passato e del futuro dell'Universo. Per saperne di più guarda IL VIDEO




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21 luglio 2006

ENERGIA: Meeting di San Rossore (II)

Ecco un breve resoconto di quello che si sta dicendo a San Rossore.
Il Presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, in uno dei suoi interventi ha delineato le tre linee principali di intervento nel campo energetico. Due sono gli obiettivi immediati: un piano per un uso razionale 'per non essere costretti a rincorrere all’infinito la domanda' ed un incremento della produzione da fonti rinnovabili. Il terzo intervento è lo sviluppo dell’idrogeno verde, così come proposto da va Jeremy Rifkin, che va realizzato in un futuro non troppo lontano.
Tra gli altri interventi, oltre a tutti quelli in cui si lancia un grande segnale di allarme per l'immobilismo generale per gli attuali stretti legami con il petrolio (con l'eccezione dell’ex-petroliere Franco Bernabè), segnalo il positivo risultato dell'Austria illustrato da Christiane Egger, direttore vicario dell’Agenzia regionale per l’energia dell’Alta Austria: "il nostro governo è stato lungimirante e già da anni ha messo a punto un piano energetico che, facendo leva sulle biomasse, riesce a garantirci una produzione di energia del 30% superiore ai nostri bisogni. E’ chiaro che dobbiamo procedere di pari passo tra sviluppo di fonti alternative e ottimizzazione dello sfruttamento dell’energia prodotta...". Questo lavoro si è realizzato con un giusto mix di regole severe, controlli, finanziamenti mirati ed una paziente opera di coinvolgimento della popolazione, ottenendo come risultato la produzione di oltre il 70% delle risorse energetiche dalla fonte delle biomasse.




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20 luglio 2006

ENERGIA: Meeting di San Rossore

Si sta tenendo in queste ore e proseguirà anche domani il convegno/meeting dal titolo "Energia: il problema, le soluzioni". Si parla del tema dell'energia in maniera complessiva dalle fonti all'uso. Consiglio a chiunque sia interessato di seguire i lavori sul sito http://primapagina.regione.toscana.it/sanrossore e se volete a commentare il tema e lo sviluppo del convegno, lasciando un post a questo articolo. Come sempre, anche per la specificità del nostro Paese, io resto convinto della necessità e della grande opportunità delle fonti rinnovabili, che potrebbero coprire tutto il nostro fabbisogno nazionale e fare crescere aziende ed occupazione per la produzione di energia e per l'esportazione di tecnologia all'estero (come attualmente si sta verificando).




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12 giugno 2006

Inquinamento, software italiano contro l'incubo delle polveri sottili

L'hanno messo a punto tre giovani fisici dell'Università di Ferrara
Decodifica i dati dalle immagini satellitari. Testato dalla Nasa
Via alla sperimentazione nel territorio dell'Emilia Romagna

FERRARA - Tre laureati in Fisica dell'Università di Ferrara hanno messo a punto il nuovo metodo di monitoraggio delle polveri sottili che rivoluzionerà i sistemi esistenti. Grazie a PM mapper, software ideato dai tre ex compagni di studi ora trentenni e testato con successo dalla Nasa, le immagini delle micropolveri trasmesse dai satelliti saranno direttamente decodificate e utilizzabili nella lotta all'inquinamento atmosferico.<B>Inquinamento, software italiano<br>contro l'incubo delle polveri sottili</B>
Come funziona? Le informazioni raccolte dai satelliti sono gratuite, a disposizione dell'intera comunità scientifica internazionale e delle autorità pubbliche. Mancava però un sistema capace di leggerle correttamente. Per questo è nato PM mapper.
Questo software è in grado di mappare la dispersione atmosferica delle polveri, in particolare di quelle più sottili e pericolose come le pm2.5 (2.5 millesimi di millimetro). Le conoscenze scientifiche su cui si basa il programma informatico PM mapper consentono di calcolare la concentrazione delle micropolveri combinando tra loro 36 diverse bande di radiazione captate da uno speciale sensore, Modis, installato su due satelliti americani: Terra e Aqua.

Vecchie centraline addio? "Non proprio - spiega Stefano Natali, uno dei giovani esperti - il primo vantaggio consiste nel fatto che il nostro sistema si può integrare con quello già esistente". Il monitoraggio terrestre, ossia quello che si affida alle centraline, utilizza un tipo di misurazione puntuale: i dati sono raccolti in un numero limitato di punti e la mappa viene disegnata sulla base di un modello matematico. Questo modello ipotizza la concentrazione delle polveri negli altri spazi non coperti dal monitoraggio. Ad esempio, se una città è interessata dalle micro-polveri trasportate dal vento di un impianto industriale a diversi chilometri di distanza, le centraline non se ne accorgono, e l'incremento delle stesse potrebbe essere imputato - per esempio - al traffico automobilistico. Il loro limite consiste dunque nella visione piuttosto limitata dal punto di vista dell'estensione territoriale e della complessità degli eventi. Inoltre non esiste un sistema capillare di controllo e ogni Regione opera indipendentemente dall'altra".
Dalla visione locale a quella regionale e nazionale: Il sistema satellitare verrebbe in soccorso proprio su questo punto, visto che fornisce una mappa reale - e quindi dinamica - basata sui parametri fisici, delle presenze delle polveri in ogni punto di una certa zona. Non è quindi legato alle posizioni delle centraline, che sono invece statiche. Il suo monitoraggio riesce a coprire, con un'immagine, ben 2.300X1.300 chilometri. Sarebbe come avere una centralina ogni 10 chilometri e con una, massimo due scene, si riuscirebbe a vedere tutta l'Italia. "L'ideale sarebbe creare un metodo di monitoraggio combinato - prosegue Natali - dove ai dati elaborati dalle centraline, si affianchino quelli provenienti dal satellite. In questo modo potremmo avere una duplice visione del problema, più completa e utile per capire le dimesioni del fenomeno". La prima sperimentazione di questo sistema partirà quasi certamente dall'agenzia di protezione ambientale dell'Emilia Romagna.
I rischi delle polveri sottili. In Europa l'esposizione alle polveri sottili ha gravi ripercussioni sulla salute pubblica: sono 348.000 le morti premature che ogni anno vengono attribuite alle micropolveri. La Commissione Ue ha proposto che nei prossimi 15 anni tutti gli Stati membri dell'Unione riducano almeno il 20% della concentrazione di polveri, a meno che il livello medio non sia già inferiore a 7 mcg/m3. Ma nel 2004 (ultimi dati disponibili) il 78% delle città italiane ha superato i limiti fissati dall'Ue contro per l'inquinamento da polveri sottili.
(http://www.repubblica.it/2006/06/sezioni/scienza_e_tecnologia/polveri-sottili/polveri-sottili/polveri-sottili.html, 12/06/06)




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9 giugno 2006

Energia e giustizia dal governo sì ai ddl

Il ministro Bersani: "Dal 2007 lo Stato non sarà più cointeressato agli aumenti dei prezzi della benzina".

<B>Energia e giustizia<br>dal governo sì ai ddl</B>ROMA - Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge presentato dal ministro per lo Sviluppo economico Bersani con le misure per la liberalizzazione del mercato, la razionalizzazione dell'approvvigionamento e del risparmio energetico.
Il governo ha anche dato il via libera al disegno di legge sull'ordinamento giudiziario. Lo ha reso noto il ministro Clemente Mastella chiarendo che il provvedimento avrà una corsia preferenziale in Parlamento.
Il commento di Bersani. "Mi fa piacere che questo sia il primo provvedimento che prendiamo come Consiglio dei ministri, perchè è un provvedimento che contiene un'apertura a nuovi campi e nuovi settori economici, come quelli del risparmio energetico e dell'efficienza energetica", ha commentato Bersani. Stato non più cointeressato a prezzo benzina. Il ministro ha anche parlato dei contenuti del provvedimento, in particolare delle sue conseguenze sul prezzo della benzina: "Dall'anno prossimo lo stato non sarà più cointeressato all'aumento del prezzo della benzina, attraverso la sterilizzazione del meccanismo delle accise", ha precisato. Il provvedimento prevede infatti la "sterilizzazione", a partire dal primo gennaio 2007, dell'incidenza dell'Iva sulla fiscalità.
Il 'drenaggio' di risorse dall'Iva. Permette dunque di "varare, con decreto del ministro dell'Economia, di concerto con il ministro dello Sviluppo economico, le aliquote delle accise sugli oli minerali in aumento o in diminuzione, in modo da compensare la conseguente incidenza dell'Iva sugli oli minerali". Le risorse drenate dall'Iva possono essere utilizzate per ammortizzare il prezzo della benzina alla pompa, per le compensazioni territoriali destinate agli enti locali che accettano le infrastrutture energetiche e per il solare termico.
Liberalizzazione e fonti rinnovabili. Questo provvedimento, ha proseguito Bersani, "si occupa poi di far procedere il processo di liberalizzazione e anche questo mi pare molto importante, perchè in questi anni abbiamo avuto una pausa". Il Ddl "ristabilisce anche alcune regole generali del sistema a cominciare da una precisazione del ruolo dell'Authority e al suo rapporto con il Parlamento. Quest'intervento sostiene in modo particolare una politica delle fonti rinnovabili, ha una marcata caratterizzazione ambientale, si occupa di infrastrutture per l'energia e quindi anche di elementi di compensazione", ha concluso il ministro.
(http://www.repubblica.it/2006/06/sezioni/economia/governo-energia/governo-energia/governo-energia.html, 09/06/2006)




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8 giugno 2006

L'auto ecologica diventa sportiva

La Tesla Roadster, dal funzionamento completamente elettrico, va da 0 a 100 km all'ora in 4 secondi, a emissioni zero.
di Serena Paterno

STATI UNITI – Anche l'automobile elettrica può diventare uno status symbol. Negli Stati Uniti il ricorso alle energie alternative è in crescita – dai pannelli solari ai motori ibridi – e l'idea di un'azienda della Silicon Valley, la Tesla Motors, è di cavalcare l'onda con una vettura completamente ecologica, ma con una marcia in più: si tratterà di una vera e propria sportiva, degna di illustri cugine, dalla Ferrari alla Porsche. Ogni curiosità potrà essere soddisfatta il prossimo 12 luglio, data della sua ufficiale presentazione al pubblico.
UNA VERA SPORTIVA – L'automobile elettrica non sarà più vista come il brutto anatroccolo della strada, lento e limitato, ma prenderà le sfavillanti vesti di una grintosa sportiva. La Tesla Roadster, questo il nome della creazione, può raggiungere i 100 chilometri all'ora in soli 4 secondi. La sua autonomia è buona: circa 400 chilometri con un "pieno" di energia, rigorosamente effettuato attaccandola a una presa elettrica. "Volevamo realizzare una sportiva, e la Tesla Roadster lo è", ha dichiarato l'amministratore delegato di Tesla Motors Martin Eberhard. Non è però molto economica. Tuttavia, se la tecnologia usata riesce a diffondersi a sufficienza, i costi si abbasseranno, con un enorme vantaggio per l'ambiente. Non si tratta infatti della già conosciuta auto "ibrida": il funzionamento del suo motore è basato interamente sull'energia elettrica, e l'unico inquinamento possibile, visto che non esistono emissioni di gas, è quello dovuto alla generazione dell'elettricità. Molte centrali sono infatti a carbone.
I SOSTENITORI – Gli osservatori non fanno previsioni su quale sarà l'impatto della novità sul mercato. Si sa, intanto, che la tecnologia del nuovo motore molto probabilmente non sarà brevettata: nel settore automobilistico, infatti, non è pratica diffusa proteggere con brevetto le nuove idee. Ma l'idea della Tesla Motors fa già proseliti: ha sedotto eBay e Google, che hanno deciso di investire nel progetto. Sembra quindi arrivato il momento giusto per le automobili a emissioni zero, con grande sollievo dei polmoni americani, ma non europei: nel vecchio continente le case automobilistiche non danno ancora segni di risveglio dal torpore che le ha colpite, nemmeno agli stimoli delle già diffuse auto ibride.
(http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2006/06_Giugno/06/autoecologica.shtml, 08/06/2006)




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6 giugno 2006

Un cratere di 480 chilometri sotto i ghiacci: l'asteroide causò la più grande estinzione

Il corpo celeste, di almeno 50 km di diametro, cadde circa 250 milioni di anni fa. Sconvolse il clima e separò il continente australe.
di Paolo Virtuani

Mappa del Polo Sud: la Terra di Wilkes è a destraUn enorme cratere da impatto meteorico è stato scoperto sotto quasi 2 mila metri di ghiaccio in Antartide, per la precisione nella Terra di Wilkes, nella parte orientale del Polo Sud a meridione dell'Australia. L'esistenza del cratere, ricavata da prove indirette tramite accurate indagini gravimetriche dai satelliti Grace e da misure aeree, deve ancora ricevere ulteriori conferme dirette, ha ammesso Ralph von Frese, professore di scienze geologiche dell'Ohio State University.

LA PIU GRANDE ESTINZIONE - A parte la grandezza (circa il doppio del cratere di Chicxulub, nello Yucatan messicano, ritenuto la prova del meteorite che cadde circa 65 milioni di anni fa alla fine del Cretacico e che contribuì a dare la spallata decisiva all'estinzione del dinosauri e delle ammoniti), il cratere antartico si ritiene essere quello che cadde 251 milioni di anni fa alla fine del Permiano che provocò la più grande estinzione di massa della storia della Terra (sparì il 90% delle specie marine e il 70%dei vertebrati terrestri) e che aprì la strada all'evoluzione dei dinosauri. E che provocò inoltre il distacco dell'Australia dall'Antartide e la nascita del supercontinente meridionale Gondwana, che si divise dall'unico Le aree emerse 255 milioni di anni fa erano concentrate in un unico supercontinente che iniziò a dividersi (da Scotese.com)megacontinente chiamato Pangea. In realtà esistono altre teorie sull'estinzione della fine del Permiano: probabilmente anche in questo caso, come per la fine del Cretacico, già da una decina di milioni di anni erano in corso grandi eruzioni vulcaniche, dovute al distacco delle masse continentali, che avevano modificato profondamente l'ambiente precedente e minato l'evoluzione degli esseri allora presenti. I due asteroidi non furono altro che il colpo di grazia, improvviso e definitivo, che mise fine a una tendenza lenta ma forse già segnata.
DATI IMPRESSIONANTI - Le dimensioni del cratere polare ricavate dai dati gravimetrici sono impressionanti: diametro di 480 km, provocato dall'impatto di un asteroide di quasi 50 km di diametro - l'asteroide di Chicxulub è stimato in 18 km.
 I dati geologici dicono che la fase più acuta della grande estinzione permiana avvenne in un periodo molto breve: tra 252,3 e 251, 4 milioni di anni fa (con un'approssimazione in più o in meno di 300 mila anni). Sono stati trovati grandi crateri meteorici dello stesso periodo anche in Australia e in Sudafrica. Ciò che hanno trovato i geologi sotto la coltre di ghiaccio antartica è una «concentrazione di massa» (o mascon). Ossia una zona più o meno circolare con gravità molto più elevata di quelle circostanti. La spiegazione è che l'impatto con l'asteriode ha causato un cratere di tale profondità da aver fatto risalire magma dal mantello terrestre, di densità molto più elevata (da qui la gravità maggiore) rispetto alla crosta terrestre circostante. Sulla Luna sono stati studiati una ventina di crateri con simili mascon.
(http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2006/06_Giugno/02/cratere.shtml, 06/06/2006).
Vedi anche http://www.repubblica.it/2006/05/sezioni/scienza_e_tecnologia/asteroide-verso-terra/scoperta-antartide/scoperta-antartide.html.




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26 maggio 2006

I segreti della Terra nei diari di bordo dei grandi navigatori

Le annotazioni che i comandanti dei velieri hanno scritto negli ultimi 250 anni stanno dando un grande aiuto alla geofisica per scoprire i cicli dei campi geomagnetici.

I marinai e i grandi navigatori del XVII e XVIII secolo non avrebbero mai immaginato che un giorno i loro diari di bordo avrebbero aiutato a ricostruire la storia dei campi magnetici della Terra. Eppure nello studio pubblicato su Science da David Gubbins e i geofisici dell'università britannica di Leeds, i vecchi dati di navigazione combinati con quelli ricavati da antichi manufatti hanno permesso di calcolare come la direzione e la forza dei campi magnetici siano cambiate tra il 1590 e il 1840, cioè dall'epoca dei viaggi iniziata con sir Francis Drake sul Golden Hind fino al celebre viaggio di Charles Darwin sul Beagle.
Le registrazioni sistematiche dei campi geomagnetici esistono infatti solo dalla metà del XIX secolo, quando il fisico Carl Friedrich Gauss inventò un metodo per misurarli. Grazie a queste misurazioni si è visto così che da quell'epoca la forza dei campi è gradualmente calata dell'0,05% circa ogni anno.
''Molti ricercatori sono stupiti dal fatto che la forza dei campi sia diminuita così velocemente e la considerano una prova che siamo diretti a un capovolgimento geomagnetico", spiega Cathy Constable, geofisica dell'istituto Scripps di Oceanografia di La Jolla, in California. Il capovolgimento geomagnetico è un evento che si verifica una volta ogni milione di anni e nel quale il campo magnetico della Terra svanirebbe brevemente prima dell'inversione dei poli.
Secondo Gubbins e colleghi, la riduzione del campo magnetico terrestre sarebbe iniziata più o meno nel periodo in cui sono cominciate le misurazioni. Dalla consultazione dei diari di bordo delle navi, che corrisponde a una mole di dati raccolti in 250 anni, è infatti emerso che la forza dei campi geomagnetici è quasi rimasta costante fino al 1840, e che solo da allora ha iniziato a diminuire. ''Questi nuovi dati - prosegue Constable - mostrano che si tratta di un fenomeno temporaneo. Il che vuol dire che le previsioni di un imminente cambio di rotta geomagnetico sono premature''.
Prima del 1840 i migliori dati registrati sono stati quelli contenuti nelle rocce e nei manufatti antichi. Alcuni ricercatori hanno trovato in questi materiali indizi che il campo magnetico della Terra tra il 1600 e il 1800 non era decaduto così velocemente come avvenuto recentemente. Ma si trattava di calcoli pieni di inaccuratezze. Così per ottenere una migliore stima, i ricercatori hanno combinato questi dati con informazioni più precise sulla direzione del campo magnetico nel corso del tempo ottenute dai diari di bordo.
I marinai di secoli fa si basavano sull'osservazione delle stelle per individuare il Nord geografico e annotavano la differenza tra questo e il Nord magnetico. Grazie a questi dati i ricercatori sono riusciti a delineare l'andamento del campo magnetico terrestre nel tempo. ''Il campo magnetico è irregolare, con regioni di flusso inverso, dove le linee vanno nella direzione opposta", scrivono i ricercatori. Sembra che durante il XIX secolo sia accaduto qualcosa nel cuore del pianeta che abbia fatto cambiare il comportamento del campo magnetico. Il prossimo passo - concludono - sarà esaminare nuovamente i dati storici per scoprire la causa di questi cambiamenti". I marinai e i grandi navigatori del XVII e XVIII secolo non avrebbero mai immaginato che un giorno i loro diari di bordo avrebbero aiutato a ricostruire la storia dei campi magnetici della Terra. Eppure nello studio pubblicato su Science da David Gubbins e i geofisici dell'università britannica di Leeds, i vecchi dati di navigazione combinati con quelli ricavati da antichi manufatti hanno permesso di calcolare come la direzione e la forza dei campi magnetici siano cambiate tra il 1590 e il 1840, cioè dall'epoca dei viaggi iniziata con sir Francis Drake sul Golden Hind fino al celebre viaggio di Charles Darwin sul Beagle.
Le registrazioni sistematiche dei campi geomagnetici esistono infatti solo dalla metà del XIX secolo, quando il fisico Carl Friedrich Gauss inventò un metodo per misurarli. Grazie a queste misurazioni si è visto così che da quell'epoca la forza dei campi è gradualmente calata dell'0,05% circa ogni anno.
''Molti ricercatori sono stupiti dal fatto che la forza dei campi sia diminuita così velocemente e la considerano una prova che siamo diretti a un capovolgimento geomagnetico", spiega Cathy Constable, geofisica dell'istituto Scripps di Oceanografia di La Jolla, in California. Il capovolgimento geomagnetico è un evento che si verifica una volta ogni milione di anni e nel quale il campo magnetico della Terra svanirebbe brevemente prima dell'inversione dei poli.
Secondo Gubbins e colleghi, la riduzione del campo magnetico terrestre sarebbe iniziata più o meno nel periodo in cui sono cominciate le misurazioni. Dalla consultazione dei diari di bordo delle navi, che corrisponde a una mole di dati raccolti in 250 anni, è infatti emerso che la forza dei campi geomagnetici è quasi rimasta costante fino al 1840, e che solo da allora ha iniziato a diminuire. ''Questi nuovi dati - prosegue Constable - mostrano che si tratta di un fenomeno temporaneo. Il che vuol dire che le previsioni di un imminente cambio di rotta geomagnetico sono premature''.
Prima del 1840 i migliori dati registrati sono stati quelli contenuti nelle rocce e nei manufatti antichi. Alcuni ricercatori hanno trovato in questi materiali indizi che il campo magnetico della Terra tra il 1600 e il 1800 non era decaduto così velocemente come avvenuto recentemente. Ma si trattava di calcoli pieni di inaccuratezze. Così per ottenere una migliore stima, i ricercatori hanno combinato questi dati con informazioni più precise sulla direzione del campo magnetico nel corso del tempo ottenute dai diari di bordo.
I marinai di secoli fa si basavano sull'osservazione delle stelle per individuare il Nord geografico e annotavano la differenza tra questo e il Nord magnetico. Grazie a questi dati i ricercatori sono riusciti a delineare l'andamento del campo magnetico terrestre nel tempo. ''Il campo magnetico è irregolare, con regioni di flusso inverso, dove le linee vanno nella direzione opposta", scrivono i ricercatori. Sembra che durante il XIX secolo sia accaduto qualcosa nel cuore del pianeta che abbia fatto cambiare il comportamento del campo magnetico. Il prossimo passo - concludono - sarà esaminare nuovamente i dati storici per scoprire la causa di questi cambiamenti".

(http://newton.corriere.it/PrimoPiano/News/2006/05_Maggio/22/galeone.shtml, 26/05/2006).




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26 maggio 2006

Tutti gli incendi della Terra su un solo sito

I satelliti dell'Esa hanno attivato un monitoraggio in tempo reale.
La mappa aggiornata dei roghi in corso sul pianeta, con la possibilità di valutare i danni e l'inquinamento provocati.

di Franco Foresta Martin

Un particolare della mappa  del sito dell'Esa   E’ il pianeta degli incendi quello che ora possiamo vedere online, in tempo reale, come se ci trovassimo sospesi nello spazio a 1000 km d’altezza.
Sono migliaia di focolai che avvampano in ogni parte del mondo, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, dove spesso continuano ad ardere per settimane o mesi.

UNO SCENARIO IN TEMPO REALE - L’Esa (Agenzia spaziale europea),
dopo avere attivato, da dieci anni, un servizio di monitoraggio per mezzo di satelliti artificiali dei fuochi che si accendono sulla superficie terrestre, ora rende disponibile sul proprio sito web il World Fire Atlas, l’atlante mondiale degli incendi. Si tratta di un prezioso strumento scientifico a disposizione di manager dell’ambiente e del territorio, meteorologi, climatologi, ma anche di semplici cultori dell’ambiente, che offre sia un archivio storico degli incendi passati, sia una fotografia quasi istantanea di quelli in corso (il ritardo è solo di qualche ora, giusto il tempo necessario per l’elaborazione e la mappatura dei dati).
L'OCCHIO DEI SATELLITI - Visti sul sito dell’Esa, con l’occhio dei satelliti artificiali Envisat e Ers 2,i focolai dei tanti incendi appaiono come puntini rossi (hot spot, ossia punti caldi) su una carta geografica scura in proiezione Mercatore. E’ sufficiente che in qualche parte del mondo la temperatura di un oggetto alla superficie superi i 39 gradi centigradi, perché i sensori termici (radiometri) alloggiati sui satelliti lo vedano lo segnalino al centro di raccolta dati. Ma questa è la sensibilità minima degli strumenti; quelli che poi vengono classificati come incendi e riportati sull’Atlante sono falò estesi, con fiamme a migliaia di gradi, che coinvolgono foreste, discariche, impianti industriali, depositi di combustibili, villaggi e città. Per ciascun focolaio è possibile conoscere la cronologia dell’evento e la precisa collocazione geografica; e rendersi conto che la maggior parte degli hot spot si concentra in Asia, Africa, America Centrale e Meridionale.
DANNI E INQUINAMENTO - Grazie ai dati contenuti nel World Fire Atlas è possibile produrre statistiche sulle varie tipologie di incendi, stimare i danni, il contributo all’inquinamento, attuare piani di prevenzione. Soprattutto è possibile valutare con grande precisione gli effetti ambientali in termini di distruzione e inquinamento. Soltanto prendendo in considerazione le conseguenze sulla vegetazione, in un solo anno possono essere inceneriti dalle fiamme più di 500.000 km quadrati di foreste (una superficie equivalente alla Francia!), con un aggravamento sia dell’inquinamento ordinario, sotto forma di particolato e aeresol, sia dell’incremento dell’effetto serra a causa delle massicce emissioni di anidride carbonica.
Si è potuto calcolare che nel 1998, l’anno passato alla storia come quello del rogo quasi ininterrotto delle foreste del Borneo, gli incendi hanno rilasciato nell’atmosfera circa 2,5 miliardi di tonnellate di carbonio, una quantità equivalente alle emissioni civili e industriali dell’intero continente europeo. Incendi così devastanti possono vanificare anni di sacrifici fatti dai governi per contenere le emissioni di gas serra. Per questi motivi uno degli obiettivi prioritari del Protocollo di Kyoto è la protezione delle foreste dagli incendi, quasi sempre dolosi.
(http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2006/05_Maggio/25/incendi.shtml, 26/05/2006).




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26 aprile 2006

L'Università di Roma "La Sapienza" per lo sviluppo sostenibile

A lezione per cambiare il mondo
alla Sapienza si insegna l'ambiente
di GAIA GIULIANI

ROMA - A ottant'anni era ora di cambiare, e "La Sapienza" sarà la prima università "sostenibile" d'Italia. I suoi studenti i primi a dover seguire, obbligatoriamente, un corso formativo sui legami tra energia e ambiente. "Si tratterà di una rivoluzione culturale e tecnica che coinvolgerà 50mila studenti di tutte le facoltà e l'intera struttura universitaria che utilizzerà, prima tra tutti gli atenei italiani, impianti fotovoltaici e microturbine", spiega Livio De Santoli, Energy manager de "La Sapienza". E attenzione, perché se i corsi cominceranno a partire dal prossimo anno accademico, parte della ristrutturazione degli impianti è già partita.
Il progetto, iniziato grazie ad un autofinanziamento della stessa università, ad altri fondi stanziati dal provveditorato alle opere pubbliche e dal ministero dell'ambiente, ha già reso autonoma una delle otto isole energetiche della piccola città, a cui si aggiungeranno presto anche il Rettorato e la facoltà di Botanica e Genetica. Qual è l'eccezionalità della faccenda? Che le emissioni verranno ridotte del 40%, e si parla di una struttura che conta più di un milione di metri cubi spendendo circa un milione di euro di bolletta energetica all'anno. Vero motore del progetto diventeranno gli studenti, perché saranno loro a donare una cifra simbolica di venti euro per corsi e impianti.
La Regione Lazio infatti ha stanziato un milione di euro per la formazione degli iscritti de "La Sapienza" sulla riconversione energetica. "Dividendo il milione per 50mila vengono fuori 20 euro a testa, una somma che utilizzeremo per costruire un sito web dove poter seguire anche online i corsi, per realizzare un libro di testo - da vendere a un euro - e pagare gli insegnanti che si occuperanno delle lezioni", calcola De Santoli. "Rimarranno circa 800mila euro, tutti per i nuovi impianti che stimiamo di completare entro quattro anni". I ragazzi otterranno un credito formativo pari a 25 ore (divise tra lezioni in aula e online), e un attestato di regione e assessorato all'ambiente in cui verrà certificata la loro quota di contributo alla riconversione energetica dell'università.
"Sarà un esperimento interessante perché aiuterà a formare le nuove generazioni su un argomento impellente come quello della sostenibilità ambientale, recependo tutte le 21 sfaccettature che verranno fuori dalle varie facoltà: dipartimenti come archeologia o facoltà come giurisprudenza affronteranno l'argomento dal loro punto di vista, arricchendolo ancora di più", chiosa De Santoli. E se "La Sapienza", che ha iniziato il suo progetto ristrutturando una sola isola, è una cittadella universitaria, un quartiere, chissà che presto non la segua tutto il resto della capitale.
(da http://www.repubblica.it/2006/04/sezioni/scuola_e_universita/servizi/sapienza-formazione/sapienza-formazione/sapienza-formazione.html, 26/04/2006).




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5 aprile 2006

Dallo stretto arriva energia pulita

Si chiama Kobold ed è in grado di sfruttare la velocità delle correnti marine. E’ destinata alle isole dei Paesi in via Sviluppo.
 di Franco Foresta Martin (http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2006/04_Aprile/01/kobold.shtml, 05/04/2006)

La turbina Kobold nello Stretto di Messina MESSINA – Ha il nome di un folletto buono della mitologia nordeuropea, Kobold, la prima turbina al mondo che trasforma le correnti del mare in energia elettrica, alimentando le normali utenze domestiche. Le eliche di Kobold non ruotano nei freddi mari del Nord, ma nello Stretto di Messina, dove la turbina, a partire dalla fine di marzo del 2006, è stata allacciata alla rete elettrica dell’Enel, a cui riversa circa 40 kilowatt di potenza. «In termini quantitativi è un piccolo contributo, ma è un primato mondiale, un primo passo verso lo sviluppo di un nuovo tipo di energia rinnovabile che potrà trovare applicazioni in tutte le zone costiere e insulari in cui esistono le condizioni favorevoli per sfruttare le correnti del mare, in particolare negli arcipelaghi dei Paesi in via di sviluppo ancora privi di elettricità a causa delle difficoltà di allacciamento alle reti di distribuzione nazionale», spiega l’armatore Elio Matacena, presidente della società Ponte di Archimede, ideatore di Kobold.

LE DIMENSIONI - Kobold, che ha l’aspetto di una piattaforma galleggiante di circa 10 metri di diametro, dotata di una turbina ad asse verticale con tre grandi pale immerse in acqua, è nata dall'idea di Elio Matacena di sfruttare all'incontrario un moderno propulsore navale montato sui traghetti Caronte. Posta da quasi due anni al largo di Ganzirri (a Nord di Messina) dove le correnti hanno velocità medie di 2 metri al secondo, Kobold ha dimostrato la fattibilità della conversione dell’energia meccanica in elettrica.
LA CORRENTE - Ma il suo migliore rendimento e sfruttamento non potrà realizzarsi in Italia, bensì in quei mari in cui le correnti raggiungono 8 metri al secondo e cioè negli stretti che separano le migliaia di isole remote e prive di energia elettrica dell’Indonesia, della Cina e delle Filippine. L’allacciamento di Kobold alla rete elettrica dell’Enel è stato seguito dalla firma di un accordo italo-indonesiano, presso la sede di Roma dell’Unido (l’Organizzazione per lo sviluppo industriale delle Nazioni Unite), che porterà alla realizzazione, entro il 2006, di un altro prototipo della turbina nell’isola di Selayar, a Sud di Celebes, in Indonesia.
INDONESIA - «Si tratta di una joint venture fra la società Ponte di Archimede e l’indonesiana Walenusa Energy che punta, per l’immediato, a installare il prototipo sperimentale di Kobold nei mari indonesiani entro il dicembre prossimo e, successivamente, a realizzare una vera e propria una rete di turbine Kobold per soddisfare la domanda di circa 7 mila kilowatt di potenza elettrica dell’intera isola di Selayar, abitata da circa 700 mila persone e attualmente dotata di una centrale elettrica tradizionale che però copre le esigenze soltanto di un quarto della popolazione», annunciano i presidenti delle due società, rispettivamente Elio Matacena e Emil Abeng. La costruzione del primo Kobold indonesiano costerà circa 800.000 euro, cofinanziati, oltre che dalle due società, dal ministero degli Esteri italiano e dall’Unido.
I PANNELLI SOLARI - Intanto la piattaforma Kobold messinese è stata attrezzata anche con 39 pannelli solari, che la rendono una vera e propria icona dello sviluppo sostenibile in campo energetico. A chi gli chiede spiegazioni sul singolare nome della turbina, Matacena risponde in chiave storico-mitologica: “Tanti secoli fa le correnti dello Stretto di Messina erano temute al punto da alimentare il mito di Scilla e Cariddi, due mostri che inghiottivano le imbarcazioni. Oggi quelle stesse correnti possono alimentare l’energia pulita di cui ha tanto bisogno il pianeta e per farlo ho pensato di ricorrere a un folletto mitologico benefico come Kobold”.




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29 marzo 2006

L'Ulivo per la ricerca

ELEZIONI
Ricerca e politica
(da http://www.darwinweb.it/news.asp?id=45, 29/03/2006).

Dopo un lungo silenzio la ricerca si affaccia finalmente tra i temi della campagna elettorale, con una serie di iniziative organizzate a Roma da politici e ricercatori. Partiamo dalle ultime notizie. Ignazio Marino, chirurgo della Thomas Jefferson University e pioniere nel campo dei trapianti, lancia un appello per salvare la ricerca italiana. Marino, che si candida come indipendente nelle liste dei Democratici di sinistra, è considerato un cattolico antidogmatico (al referendum sulla fecondazione assistita è andato a votare) e anche per questo potrebbe essere chiamato a ricoprire un ruolo di responsabilità in un eventuale governo di centrosinistra. L’appello, che può essere sottoscritto online, denuncia lo stato di sofferenza della ricerca italiana e invoca degli atti di rottura con l’attuale sistema. I punti cardine sono quattro: è necessario “che la gestione della ricerca e delle strutture torni ai ricercatori e venga liberata dalle influenze della politica; che il reclutamento e l’avanzamento dei ricercatori avvengano con regole meritocratiche certe e chiare, basate su criteri di professionalità oggettivi ed internazionalmente accettati; che i mezzi a disposizione della ricerca siano proporzionati alla ricchezza del Paese; che si pongano le basi per poter scegliere la ricerca e cominciare a fare ritornare chi è partito”. Sempre Marino è protagonista il 30 marzo di un incontro dibattito che si terrà alla Sapienza con il titolo “Salvare la scienza italiana”. Per il giorno prima, presso la sede della Margherita, è stata annunciata un’altra iniziativa intitolata L’ulivo incontra la ricerca. Linda Lanzillotta, responsabile del dipartimento Innovazione e Sviluppo della  Margherita,  e Walter Tocci, responsabile Ricerca e Università Ds, incontrano alcuni esponenti della comunità scientifica. Ancora il 30 marzo è stata convocata davanti al Consiglio Nazionale delle Ricerche una manifestazione organizzata dall’Osservatorio per la ricerca. L’Osservatorio, che si è costituito nel 2002 per contrastare la riforma degli enti di ricerca voluta dal Ministro Letizia Moratti, in questa occasione rilancia l’appello presentato lo scorso mese, “Verso l’Italia della conoscenza”, che ha già raccolto quasi 1.500 firme dentro e fuori la comunità scientifica.
La difficile situazione della ricerca italiana, stretta in una morsa tra disinteresse e ipoteche politiche, è stata raccontata la scorsa settimana su
Nature in un articolo che sembra riporre molte speranze per una svolta nel caso in cui Romano Prodi esca vittorioso dalle elezioni. Di certo per rimettere in moto il sistema della ricerca nazionale è necessario un colpo di reni, come quello proposto dal presidente della Federazione Italiana Scienze della Vita, Jacopo Meldolesi, sull’ultimo numero di darwin.




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27 marzo 2006

E' volato via l'Angelo del cielo

"Spingendo quotidianamente i nostri limiti riusciamo, a piccoli passi, a superare le paure che ci vietano il possesso della nostra esistenza" (Angelo D'Arrigo)

Atleta, scienziato, sognatore
la lunga sfida dell'uomo-condor
di MAURIZIO CROSETTI (http://www.repubblica.it/2006/c/sezioni/cronaca/darrrigo/crodarri/crodarri.html, 27/03/2006)

"SPESSO mi chiedono chi me lo faccia fare, e la risposta è facile: io. Allora la gente mi domanda perché, e io dico che volando mi riempio di un grande sogno. Mi emoziona vedere cosa c'è dall'altra parte dell'orizzonte. Certo sarebbe bello avere le ali, averle veramente. Io mi accontento di guardare da vicino il mio sogno". Maggio 2004. La voce di Angelo D'Arrigo era un soffio, dentro le intermittenze del telefono satellitare. Andava, veniva, volava. Proprio come lui. Ma non cadeva. Nel vento delle sue parole che precipitavano dall'Himalaya e rimbalzavano nelle nostre vite normali, senza grandi voli, c'era il tumulto della vera passione.

Angelo aveva un modo di parlare bellissimo, con quell'accento mezzo francese e mezzo siculo gli uscivano frasi da poeta e visionario. "Oggi ho dato da mangiare agli aquilotti, mi sono messo il becco finto e loro mi hanno preso per la loro mamma". Perché lui faceva nascere questi rapaci in cattività e poi gli insegnava a volare. "Faccio schiudere le uova sotto l'ala del mio deltaplano, dopo aver fatto ascoltare la mia voce a quelle uova per dieci minuti al giorno, nell'incubatrice. Insieme alla mia voce, ho registrato il sibilo del cavo del deltaplano, così gli uccelli appena nati mi possono riconoscere".
E i cuccioli spelacchiati poi lo seguivano. Gru siberiane si mettevano a veleggiare accanto alla loro mamma Angelo, e dal circolo polare artico se ne andavano a spasso fino in Iran. Invece l'aquila Gea lo tallonò in Himalaya, nella valle del Khumbu. "Poi venne il momento di separarci, lei doveva andare a farsi il nido, cercandosi un compagno. E i genitori sanno quand'è il momento di lasciar volare i figli da soli".
Anche Angelo lo sapeva, lui che di figli veri ne aveva tre, non solo le gru siberiane o l'avvoltoio australiano, tre bambini in carne e ossa: Gioela, Gabriele, Ivan. Il più piccolo ha solo due anni. Nella dedica all'inizio del suo libro "In volo sopra il mondo", Angelo ha scritto: "A mia moglie Laura, sempre al mio fianco, e ai miei figli che in certi momenti hanno patito l'assenza del papà, ma che saranno la mia proiezione nel futuro".
Un fantasioso, un sognatore consapevole, uno che cercava la linea dell'orizzonte per spostarla più in là. "Un po' di pazzia è in tutti noi, e va contenuta e strutturata perché non ci rovini". Ma Angelo sapeva che la vita può andare in stallo in un momento. È morto su un aeroplanino cadendo da duecento metri d'altezza, facendo il passeggero, lui che volava su a novemila senza motore, ed era stato il primo al mondo a sorvolare l'Everest in volo libero (2004), il primo ad attraversare la Siberia per 5.300 chilometri, il primo a solcare il Mediterraneo (facendosi pure un mese di carcere il Libia, dopo essere stato intercettato e catturato), il primo ad attraversare il Sahara.
Maestro di sci, alpinista, pilota con 30 mila ore di volo, aveva quasi rinunciato a record e cronometri per la pura natura, per aiutare gli uccelli in via di estinzione, per insegnare e imparare insieme a loro. Un Konrad Lorenz con le ali. C'era, in ogni sua impresa, almeno una triplice possibile lettura: quella sportiva, quella naturalistica e quella metafisica.
Angelo D'Arrigo sapeva tuffarsi in picchiata a 240 all'ora, a 40 gradi sotto zero, tra venti fortissimi e con l'ossigeno che se ne andava dal cervello ("In quei momenti si rischia il panico fobico, bisogna essere pronti e calmi altrimenti si muore"), e nello stesso tempo accudire un aquilotto con infinita pazienza e lentezza.
Assemblava il suo trabiccolo sotto lo sguardo dei monaci tibetani, non aveva smarrito neppure un atomo delle esperienze e degli incontri con tuareg e sciamani, aveva sorvolato deserti e vulcani, catene montuose e mari in tempesta, ora sognava di veleggiare sul ghiaccio dell'Antartide superando il Monte Wilson: contava di farlo tra un anno, dopo i soliti allenamenti tremendi perché Angelo non era un matto coraggioso e improvvisatore, era uno scienziato, un formidabile atleta e un umanista.
Laureato all'Università dello sport di Parigi non aveva mai abbandonato la Sicilia, dove viveva in un rifugio alle pendici dell'Etna: il campo base della sua vita in decollo perenne, dove il coraggio delle partenze s'incrociava con la malinconia di un ciao che ogni volta poteva essere un addio.
Nella pagina principale del suo sito Internet, in cui Angelo D'Arrigo vola più vivo che mai, c'è scritto: "Spingendo quotidianamente i nostri limiti riusciamo, a piccoli passi, a superare le paure che ci vietano il possesso della nostra esistenza". Una paura da vincere dunque a piccoli passi, non con i grandi voli sopra la punta dell'Everest. Quello semmai viene dopo.
Lo chiamavano "il Condor dell'Aconcagua" perché a gennaio aveva superato il suo record mondiale di salto in alto, arrivando a 9.100 metri sulle Ande argentine. Ma i numeri in colonna non erano un'ossessione, semmai un gioco sportivo, la scommessa del limite estremo per collaudare la tenuta delle tute sigillate, del suo deltaplano, e di quell'altro meraviglioso materiale che si chiama uomo.
Il possesso della nostra esistenza, già. Appeso al fragile scheletro di bacchette e tessuto, con il vento come unico motore, Angelo D'Arrigo cercava un senso e il modo per raggiungerlo. Quando il 24 maggio 2004 sorvolò l'Everest, disse che per l'emozione aveva pianto. Ma a quaranta gradi sotto zero anche le lacrime ghiacciano. "Non devo chiudere gli occhi proprio adesso, pensai. Non li chiuderò
".
Visita il suo sito ufficiale: http://www.angelodarrigo.com/




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16 marzo 2006

AUGURI JERRY!!!

OGGI COMPIE 80 ANNI IL GRANDE JERRY LEWIS

"E' stato più innovativo di Chaplin e di Keaton", disse una volta Jean-Luc Godard a proposito di Jerry Lewis, genio della comicità istintiva a volte incompreso in America, come da noi per tanto tempo lo fu il grande Totò. Un talento innato e venuto fuori già durante l’infanzia quando Lewis, nato a Newark il 16 marzo del 1926 da padre cabarettista e madre musicista, dilettava la nonna con gag e pantomime. A undici anni inizia alcuni lavori occasionali, dal fattorino per un supermercato all’usciere d’albergo, che gli forniscono gli spunti per i personaggi futuri. A tredici anni è espulso dal liceo dopo una lite col preside, in reazione alle insinuazioni antisemite di quest'ultimo (Joseph Jerome Levitch, questo il suo vero nome, è di origini ebraiche)
(da http://www.capital.it/trovacinema/scheda_personaggio.jsp?long=true&idContent=166654, 16/03/2006).

 




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